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HL02
CONCLUSIONI

INTRODUZIONE PARTE II

La ricerca ha riguardato in particolare le persone accolte da Caritas Italiana, 324 su 498.
Durante il primo anno di ricerca, da Aprile 2018 a Giugno 2019, sono state effettuate visite in loco in ognuna delle Caritas diocesane coinvolte e sono stati intervistati tutti gli attori: rifugiati, vescovi, direttori e operatori Caritas, famiglie tutor, volontari e, in alcuni casi, anche sindaci e insegnanti. In totale sono state raccolte più di 350 interviste semi-strutturate e 50 focus groups, intervistando 150 volontari, 25 famiglie tutor, 60 operatori Caritas, e 121 rifugiati maggiorenni (singoli o coppie). Il numero di operatori intervistati nelle diverse diocesi è variato in base alla struttura operativa dell’équipe diocesana. In alcune Caritas i corridoi umanitari erano gestiti da un solo operatore mentre in altre la responsabilità era condivisa tra due o più operatori.
Per quanto riguarda i volontari, il numero di interviste realizzate è dipeso da due fattori: una selezione, compiuta dagli operatori, dei volontari più direttamente implicati nell’accoglienza, e la disponibilità dei volontari stessi. Con le famiglie tutor, invece, la Caritas ha sempre selezionato almeno un membro della famiglia.
Nove casi hanno visto il coinvolgimento diretto dei parroci delle parrocchie in cui erano state accolte famiglie di rifugiati. In tre diocesi vi è stato il coinvolgimento di monasteri e comunità di religiose.
La durata delle interviste è variata tra 30 minuti e 1 ora e mezzo.
Gli operatori, i volontari e i tutor sono stati intervistati separatamente presso gli uffici della Caritas; in rari casi le interviste hanno avuto luogo presso le abitazioni dei rifugiati o in luoghi pubblici.
Infine, i rifugiati sono stati intervistati in maggioranza presso le loro abitazioni, senza presenza di operatori, volontari e famiglie tutor, per garantire un luogo il più possibile tranquillo e riservato. In un numero minoritario di diocesi, le interviste con i rifugiati sono avvenute negli uffici della Caritas ma sempre alla presenza unicamente dei mediatori.
Le interviste sono state effettuate prevalentemente in italiano, grazie alla presenza di un mediatore; alcune sono state fatte in inglese a richiesta dei rifugiati. Successivamente le interviste sono state trascritte verbatim, de-identificate per garantire l’anonimato previsto dagli standard etici dell’università e codificate tramite il software Dedoose. Le citazioni riportate nel presente articolo sono anonime per tutelare il rispetto della privacy degli intervistati.
Dopo le visite in loco sono stati mantenuti contatti telefonici e social e, poi, a causa della pandemia da Covid-19 il monitoraggio è proseguito nel biennio 2020- 2021 con interviste online.

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