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09 gennaio 2022

ASSISI: DIARIO DI UN RITORNO (PARTE PRIMA)

A inizio novembre, dopo due anni di attesa, sono finalmente potuta tornare in Europa.
Avendo a mia disposizione solamente una settimana e non potendo visitare tutte le comunità che dal 2018 sto seguendo per la mia ricerca, ho scelto quindi di tornare ad Assisi dove le accoglienze sono state da subito numerose, 25 solo il primo anno.

Accoglienze volute fortemente dal Monsignor Domenico Sorrentino che sulle orme di San Francesco, ha messo completamente a disposizione la Diocesi, tanto da ospitare direttamente a casa sua, in curia, diverse famiglie di rifugiati.

Un misto di famiglie e singoli, di etnie diverse, arrivati dal 2018 in poi con diversi Corridoi Umanitari.

 

 

 

 

Tornare ad Assisi è diventato famigliare. Rossana, direttrice di Caritas ed Ilenia, un’ operatrice, mi aspettavano alla casa Pace e Bene della diocesi a Santa Maria degli Angeli dove alcune famiglie e ragazze ancora vivono.
Come da consuetudine, caffè e torta erano già li pronte ad attendermi.
E sono stata io ad esser accolta, così come già accadde nel 2019, prima che la pandemia mi costringesse a proseguire la mia ricerca ed il conseguente monitoraggio dagli Stati Uniti.

Già allora, ricordo come avessero preparato con grande cura un banchetto per l’immancabile rito del caffe tradizionale.. macinazione, tostatura e cottura finale sul fornello, portato nella valigia dall’Etiopia come indelebile ricordo della vita passata.

 

 

 

 

E non ho potuto che sorridere, quando questa volta Nebiat mi ha servito il caffe direttamente dalla moca, dicendole: ”Ormai sei diventata italiana anche tu!”

Era febbraio 2018 quando nel campo profughi di Hitsats incontrai Nebiat per la prima volta.
Ci fece da guida, raccontandomi di come avesse tentato più volte di partire per l’Europa, ma molti tentativi erano andati male, con traumi ed indicibili sofferenze.

 

 

 

Nel giugno del 2018, grazie alla Caritas Italiana, Nebiat è finalmente arrivata ad Assisi.
E dopo tre anni, eccomi di nuovo con lei.
Ha imparato l’italiano e da diversi mesi lavora nella cooperativa diocesana come addetta alle pulizie.
E’ l’unica delle 4 ragazze arrivate ad Assisi con lo stesso volo ad essere rimasta.
Una è ora a Roma, l’altra a Milano, una si pensa a Bologna.
Nebiat non è ancora totalmente indipendente economicamente, ma sta pensando di spostarsi a breve in un appartamento da sola.
L’idea, certo, la fa tremare, ma capisce che si tratta di un passo necessario e sa di non essere sola.
Rossana e il suo team sono con lei.

 

 

Foto :  1 / 2 Max Hirzel 

          cover / 3 Ilaria Schnyder archive 

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