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13 novembre 2020

Legàmi

Nella nostra ultima trasferta vicentina, Padre Rey s'è rivelato una figura assai preziosa. Non solo come tramite nel contatto con le persone lì accolte, ma per la sua capacità di doppia visione, ossia di leggere ciò che sta dietro entrambi i mondi che si incontrano.
Ne approfittiamo volentieri perché con semplicità e con la sua flemma messicana, sa essere di una chiarezza esemplare.
In questo breve spezzone, a casa di Wassie e Toyba, si parla dell'abitudine di altri mondi - e tanto più valida per chi viene da anni in un campo profughi - a un tipo di contatto e di relazione in qualche modo collettivo, la comunità come grande famiglia allargata e lo stare assieme che da queso legame deriva.
Contrapposta a una società europea prettamente individuale, come la sua forma di relazionarsi.
Buona visione, e grazie ancora a Padre Rey.

 

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